Quali sono le frasi di Pippo Baudo che hanno contribuito a renderlo il mattatore della televisione? Vediamo le sue citazioni più iconiche.
Con la sua voce inconfondibile e il suo stile elegante, Pippo Baudo ha segnato per decenni la storia della televisione italiana. Conduttore amatissimo e volto simbolo del piccolo schermo, ha regalato al pubblico momenti indimenticabili, lanciando talenti e conducendo programmi entrati nell’immaginario collettivo. Ecco le sue frasi più iconiche.
Frasi Pippo Baudo: le citazioni memorabili
Classe 1936, Pippo Baudo è stato colui al quale si deve gran parte della storia della tv italiana. Nonostante sia venuto a mancare il 16 agosto 2025, il suo nome continua a risuonare di bocca in bocca, tra i colleghi che sperano di diventare mattatori come lui. Le sue frasi, non a caso, vengono spesso citate nei programmi, sia Rai che Mediaset. Di seguito, una selezione delle citazioni di Pippo considerate memorabili:

- Svolgevamo un autentico ruolo sociale: la Rai contribuì a unificare l’Italia più che le autostrade.
- Questo lavoro si fa soltanto quando si è felici.
- L’ho inventato io! (riferito a tutti i personaggi che ha lanciato).
- Un ospite che mi ha messo in difficoltà? Uno solo, Roberto Benigni, al quale però voglio troppo bene. La prima volta che venne in trasmissione, mentre ci riprendevano a mezzo busto, mi diede con la mano un colpo secco sui genitali che mi lasciò senza fiato.
- Si è giovani perché si ha un’età. E poi si ha un’altra età e si va verso un’altra stagione.
- Viale Mazzini è una specie di carcere. Tante celle che si affacciano su lunghi corridoi. Quando ero in disgrazia nessuno usciva dalle celle a salutarmi. Adesso corrono fuori tutti festanti a dirmi benvenuto.
- [La televisione] È poco curata. La qualità è scadente. Funziona di più mettere 10 persone dentro una casa davanti a venti telecamere fisse e vedere cosa succede. Oppure fare esplodere la quizzomania, quattro domande idiote che fanno sentire intelligenti le persone a casa.
- Dire conflitto d’interessi è diventato come dire ‘un attimino’.
- La Sicilia ha bisogno di una rivoluzione culturale. Ha professionisti di altissimo livello, docenti, medici e architetti ma non si sporcano le mani facendo politica e l’hanno delegata a questi politici di professione.
- La televisione la gente se la va a cercare a qualsiasi ora: basta che sia fatta bene.
- Sono una spalla produttiva, passo il mio sudore e le battute.
- Canzonissima? Una trasmissione che avrà quaranta milioni di telespettatori, ossia quanti italiani rimarranno a casa bloccati dalle restrizioni adottate per fronteggiare la crisi delle fonti energetiche.
- Devo ringraziare Silvio Berlusconi che è stato un uomo di grandissima sensibilità, in quanto ha perfettamente capito il mio stato d’animo: chi lo dipinge come un duro spietato, dice una bugia, lui è una persona umanissima, che capisce tutto.
- Stavo cenando al Dollaro, un ristorante milanese che costava 660 lire, l’equivalente di un dollaro appunto. Invece degli spaghetti, il cameriere portò una chitarra e cominciò a cantare. “Che voce!” pensai. Era Al Bano. Di giorno lavorava alla Breda, la sera ai tavoli. Gli dissi di venire in Rai il mattino dopo.
Frasi Pippo Baudo: Sanremo e non solo
Da Cantagiro a Un disco per l’estate, passando per Fantastico e il Festival di Sanremo: è impossibile elencare tutti i programmi che hanno visto Pippo Baudo al centro della scena. Di seguito una selezione delle sue frasi più iconiche:

- La televisione è come una spugna: raccoglie tutto ciò che c’è sul pavimento e quando vai a spremerla esce fuori il succo della società.
- La fine di Canzonissima? Hanno capito che si doveva smettere con le battaglie combattute sulla pelle dei cantanti e che come spettacolo la gara canora era finita da un pezzo.
- L’audience influisce anche sulle amicizie.
- La politica in tv è diventata invadente, ogni cosa viene valutata in base alle ricadute elettorali che può avere. Domina il “politichese”.
- Renzo Arbore con i suoi spaghetti Barilla penzolanti al collo, sbronzo di birra per gli spot che ha fatto, ha il coraggio di parlare di televisione mercantile e di livellamento dei programmi verso il basso. Una crociata di puristi che hanno venduto magliette e libri a più non posso al tempo di “Quelli della notte” mi sembra fuori luogo.
- Ora la vita si è allungata, non era giusto escludere i sessantenni dalla giuria. (Festival di Sanremo 2002)
- A me, e a Bruno Vespa che conduceva insieme a me, hanno dato il premio TeleRatto 2011 per la peggior coppia televisiva. Ce lo siamo proprio meritato. Una coppia peggio di noi non si trovava.